8 ottobre 2021

Paolo Rossi, per sempre con noi

A quasi un anno dalla scomparsa il Festival dello Sport rende onore a uno dei più grandi calciatori italiani di sempre. I campioni del mondo in Spagna nel 1982, compagni di Pablito, lo hanno ricordato nell’emozionante incontro andato in scena questo pomeriggio all’Auditorium Santa Chiara. Accanto a Giancarlo Antognoni, Antonio Cabrini, Franco Causio e Beppe Dossena c’era Federica Cappelletti, la moglie di Paolo, che oggi sta portando avanti alcuni progetti in suo nome. L’uomo che con i suoi gol ha unito un paese intero.

Uno di questi progetti possiamo visitarlo già in questi giorni al Palazzo delle Albere, dove ieri è stata inaugurata la mostra “Paolo Rossi, un ragazzo d’oro” che rimarrà aperta anche oltre il Festival, fino al 21 ottobre.

Antognoni, Cabrini, Causio e Dossena hanno ricordato Paolo come una persona allegra, motivata, amante della vita e sempre con il sorriso. Anche quando in campo lo marcavano difensori tutt’altro che teneri.

Come dimenticare i tre gol che ci hanno permesso di battere il Brasile, le due reti in semifinale alla Polonia e il primo gol nella finale poi vinta contro la Germania Ovest. E pensare che Pablito (soprannome nato durante il mondiale del 1978 in Argentina) in Spagna venne convocato contro ogni pronostico, dopo la lunga squalifica e i problemi fisici che non gli davano tregua. Il ct Bearzot credette in lui, e Paolo lo ripagò.

Dal 9 dicembre 2020 Paolo non c’è più, ma il suo ricordo rimane vivo e ispira oggi anche i più giovani, che mai lo hanno visto giocare. Una perdita dolorosa soprattutto per Federica, alla quale il mondo del calcio non ha mai fatto mancare la vicinanza.

“Ho avuto la fortuna di condividere tanti anni con lui, insieme abbiamo costruito una famiglia e dal nostro amore sono nate due figlie. Paolo mi manca ogni giorno ma vado avanti, perché è stato lui ad insegnarmelo. Ha sempre dimostrato che di fronte alle difficoltà si va sempre avanti a testa alta. Oggi cerco di portare avanti i suoi progetti e i valori di vita a lui cari”.


di Andrea Orsolin