9 ottobre 2021

La scherma d'argento olimpica fra sciabola e fioretto di Garozzo e Samele

Con le loro stoccate di alta classe Daniele Garozzo e Luigi Samele, atleti delle Fiamme Gialle, hanno conquistato tre medaglie d'argento alle Olimpiadi di Tokyo 2020 che si sono svolte l'estate scorsa. I due atleti italiani hanno raccontato la loro esperienza olimpica sabato pomeriggio al Festival dello Sport di Trento rivelando anche la loro amarezza per il secondo posto senza nascondere però l'orgoglio per il prestigioso traguardo olimpico comunque raggiunto.

Affidati alle domande di Francesco Ceniti e Margherita Granbassi, leggenda della scherma italiana femminile, gli schermitori di Tokyo 2020 hanno fatto rivivere al pubblico del Festival Dello Sport i momenti magici vissuti in pedana alle Olimpiadi. Daniele Garozzo, catanese classe1992, specializzato nel fioretto, dopo aver vinto nell'individuale la medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro 2016 e l’ora al campionato europeo di Tbilisi 2017 ai Giochi olimpici di Tokyo si è classificato secondo: “Vincere un argento – ha detto Garozzo - significa comunque aver perso un oro quindi non nascondo di aver provato grande amarezza per la sconfitta. Ho vissuto una delusione enorme che ora però si è trasformata in orgoglio per il traguardo che comunque ho raggiunto”.

Daniele Garozzo ha anche sottolineato come oggi la scherma sia diventata: “Uno sport più fisico che tecnico e questo inevitabilmente fa soffrire la scuola italiana che da sempre punta sull’abilità tecnica”. Per Luigi Samele le Olimpiadi in Giappone sono state invece nel segno di due argenti nella sciabola la sua specialità: quello ottenuto nella finale della Sciabola maschile individuale e quella nella finale della Sciabola maschile a squadre insieme ad Aldo Montano, Luca Curatoli ed Enrico Berrè: “Nella finale individuale – ha detto l’atleta di Foggia – mi sono trovato davanti un atleta imbattibile come l’Ungherese Aron Szilagyi che ha vinto la sua terza finale olimpica di fila. Non ho quindi rimpianti e sicuramente ci riproverò a Parigi”. Diverso il discorso per l'argento a squadre: “Il bronzo che avevamo ottenuto a Londra – ha spiegato Samele – era stato quasi un miracolo per noi mentre a Tokyo eravamo più forti e nel mirino avevamo quell’argento che abbiamo conquistato lasciando l’ora solo ai fortissimi atleti della Corea del Sud”. Nel mirino dei due atleti delle Fiamme Gialle c’è ora Parigi che dopo lo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo a causa della pandemia si svolgeranno solo fra tre anni: “Il nostro augurio però nell’immediato - ha sottolineato Daniele Garozzo - è quello di tornare a gareggiare: la scherma italiana si deve risvegliare in fretta dopo il lungo periodo di stop forzato a causa del covid”.

Fra gli argomenti toccati nell'incontro anche quello spinoso della lettera scritta da quasi tutti gli atleti delle squadre azzurre femminili e maschili nella quale si chiedeva la sostituzione del Ct. Andrea Cipressa. A questo proposito proprio Garozzo ha evidenziato come quella lettera fosse rivolta solo al Presidente della Federazione e non alla stampa: “Cipressa condivideva con noi i risultati ottenuti a Tokio, nel bene e nel male, e chiedevamo di considerare la necessità di un cambiamento. Qualcuno che voleva far del male a Cipressa ha fatto poi trapelare quella lettera. Credo che Stefano Cerioli, il nuovo cd del fioretto, ora sia quello che ci serviva per aprire un nuovo ciclo vincente”.


di Fabio De Santi