6 ottobre 2021

Zandalisini e Belinelli, dagli Usa all’Italia per continuare a vincere

Cecilia Zandalisini, seconda italiana dopo Catarini Pollini, a conquistare l’anello nella WNBA con la canotta dei Minnesota Lynx (2017). Al suo fianco Marco Belinelli, il nostro primo connazionale a vincere il titolo Nba nel 2014 con i San Antonio Spurs. Ora entrambi difendono i colori della Virtus Bologna seppure con obiettivi diversi. Per la guardia di San Giovanni Persiceto, dopo essersi cucito lo scorso giugno sul petto lo scudetto, nel mirino c’è la qualificazione all’Eurolega mentre per l’ala di Broni il sogno è proprio quello di vedere il tricolore sulla sua canotta. Alla fine della chiacchierata Belinelli ha impartito anche una mini lezione di bolognese all’atleta classe ‘96 tra le risate del pubblico

“Sono stata chiamata dai Minnesota Lynk quando non avevo neppure bene idea di cosa mi aspettasse, diciamo che ho realizzato il tutto una volta entrata nell’arena - ha spiegato la Zandalasini -. Sono arrivata nel posto giusto, nel momento giusto avendo la possibilità di giocare con compagne davvero forti sotto tutti i punti di vista. Il ricordo più bello delle finals riguarda sicuramente l’enorme quantità di pubblico presente, tutti vestiti con i colori della squadra che tifavano. Davvero un colpo d’occhio notevole e di grande impatto. L’avversaria più completa che ho avuto modo di affrontare sino ad ora è sicuramente Diana Taurasi”. Dopo l’esperienza oltreoceano, l’atleta lombarda ha disputato tre stagioni con il Fenerbache di Istanbul: “Città meravigliosa di cui mi sono innamorata e società di primissimo livello. Un’esperienza che mi ha arricchito a 360 gradi, poi però ho sentito l’esigenza di riavvicinarmi a casa e alla chiamata della Virtus Bologna è stato impossibile dire di “no”.

Siamo una realtà giovane ma con grandi margini di crescita, giovedì prossimo cominceremo con l’Eurocup e dopo due giorni con il campionato”. Belinelli ha ricordato gara 5 contro i Miami Heats nel 2014: “Concludendo la serie sul 4 - 1 siamo saliti sul tetto del mondo, un’emozione pazzesca. Ricorderò per tutta la vita quando, insieme ai compagni, abbiamo festeggiato negli spogliatoi, in quel preciso momento eravamo una famiglia. E pensare che sono arrivato a San Antonio dopo due anni con i Chicago Bulls e temevo di non riuscire a trovare spazio”. A proposito di Bulls indimenticabili anche le parole con cui l’ex presidente degli Usa, Barack Obama, salutò lo stesso Belinelli: “Lui è tifosissimo dei biancorossi, quando andammo alla Casa Bianca per l’abituale saluto del presidente, Obama disse a voce alta “Quanta manca uno come Marco ai miei Bulls”. Pazzesco, davvero”. Dopo 13 anni negli Usa la guardia emiliana è tornata a Bologna: “Il progetto che mi hanno prospettato era interessante e avevo il desiderio di tornare in Italia. Direi che abbiamo cominciato alla grande conquistando lo scudetto, ora però non dobbiamo assolutamente accontentarci, sarebbe un errore imperdonabile”. (s.f.)


di Stefano Frigo