7 ottobre 2021

Yeman Crippa: “Punto alle medaglie, dopo Tokyo niente è impossibile”

All’atleta trentino i consigli di Cova, Mei e Totò Antibo. Al Festival i campioni “nati per correre”

Dagli anni Ottanta dell’atletica ai Venti del Duemila, cosa c’è di simile nel mezzofondo di queste due epoche e cosa è cambiato radicalmente? Una domanda per i protagonisti azzurri di questi 40 anni. “Tre meravigliosi esempi di campioni nati per correre”, nella presentazione del giornalista Andrea Buongiovanni. Ed eccoli al Festival dello sport Alberto Cova, tre volte campione (europeo, mondiale, olimpico tra 1982 e 1984) sui 10.000 metri, Stefano Mei, campione europeo sempre nei 10.000 metri nel 1986 e attuale presidente Fidal, a parlare di allenamenti, successi e delusioni con Yeman Crippa. L’atleta trentino, primatista italiano dei 3.000, 5000 e 10.000 metri, “strafelice” - racconta - di essere nella sua città per il Festival dello sport. Dall’11/esimo posto nei 10.000 e dalla finale sfumata sui 5.000 a Tokyo 2020 ha portato a casa ancora più determinazione: “Ho i record nazionali - racconta -, ma quello che voglio di più è prendere qualche medaglia, come Alberto e Stefano. Con questa Olimpiade abbiamo capito che tutto si può fare. Vedremo, gli avversari sono forti”.

Cos’è cambiato? Il primo a rompere il ghiaccio è Cova. “Cosa posso dire, sembra ieri. Nella mia testa corrono sempre quelle tre vittorie, la mia mente corre ancora le mie gambe meno”. Lo sguardo va agli inizi: “Se non avessi avuto un insegnante di educazione fisica che mi portava all’atletica sarei stato un pessimo giocatore di basket, vivendo vicino a Cantù, in provincia di Como”.

Mei volge subito l’attenzione ai tempi recenti, all’agosto 2021 che ha portato gli straordinari successi azzurri a Tokyo 2020. Dopo un lunghissimo digiuno per l’atletica italiana. “Sono stato al posto giusto nel momento giusto. Un’avventura fantastica, che ho avuto la fortuna di vivere a fianco dei veri protagonisti, i ragazzi, da presidente Fidal. Riguardo alla mia stagione da atleta, posso dire che a volta che sono riuscito a battere Alberto ho vinto i campionati europei”.

A Crippa il compito di raccogliere “questa impegnativa eredità”, dice Buongiovanni, ovvero arrivare ai massimi livelli dopo questi grandi campioni italiani. Anche Yeman parte dai suoi inizi: “Ho iniziato a fare atletica grazie a scuola, un professore di ginnastica mi ha indicato un allenatore di atletica dove vivevo. All’inizio preferivo il calcio, poi piano piano è nato qualcosa, e ho anche capito che ero un pippone a calcio”, scherza.

In video si collega Salvatore “Totò” Antibo, autore della doppietta sui 5.000 e 10.000 agli europei di Spalato. Sono in parte suoi i record che Yeman ha bruciato. “Sì - racconta il trentino -, è stata un’emozione battere i suoi primati. Sono tempi forti, ma adesso devo cercare di migliorare. Il mio obiettivo è la vittoria nelle competizioni. Per ora sono riuscito a centrare il bronzo, agli europei del 2018. Lavoro per superare questo traguardo”.

“Yeman - lo incoraggia Cova - tu hai fatto due record portandoli via a Totò, il più forte mezzofondista italiano e tra i più forti al mondo. Con questa consapevolezza puoi andare ovunque”.


di Stefano Voltolini