7 ottobre 2021

Vestire la canotta azzurra, un' emozione infinita

Sul palco dell’Auditorium Santa Chiara il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro (Fip), Gianni Petrucci, il commissario tecnico della nazionale azzurra Meo Sacchetti, il recordman di presenze Pierluigi Marzorati, l’oro europeo nel 1999 Carlton Myers e l’attuale leader dell’Italia Stefano Tonut. Testimonianze diverse di periodi storici anche lontani per raccontare il primo secolo di vita della Fip. Al centro dell’attenzione la recente esperienza del gruppo guidato da Sacchetti alle Olimpiadi dopo aver inaspettatamente sconfitto la Serbia a Belgrado e l'orgoglio di rappresentare il proprio Paese

“Devo dire che il movimento piano piano si sta riprendendo, sicuramente gran parte del merito va riconosciuto proprio al recente exploit della nazionale, mancavano da ben 17 anni dalle Olimpiadi e per una realtà come la nostra è quasi inaccettabile – ha commentato Petrucci -. Ho una lunga carriera alle spalle, sia nel calcio che nel basket, ma la vittoria ottenuta a Belgrado che ci ha consentito di prendere il volo verso Tokyo è stato qualcosa di pazzesco. Indubbiamente una delle più belle in assoluto”.

Il presidente della Fip ha poi continuato: “Ho partecipato a 13 edizioni delle Olimpiadi e non c’è nessun evento sportivo che possa essere paragonato a quella manifestazione, semplicemente non ha eguali”. Sacchetti ha poi spiegato cosa rappresenta per lui la maglia azzurra: “E’ il massimo, ed io ho avuto la fortuna di indossarla come giocatore e anche, in senso figurato naturalmente, come ct. I ragazzi mi dicono sempre che sentire l’inno nazionale prima delle partite di campionato è una cosa, quando invece ascolti quelle note vestendo la canotta azzurra il battito del cuore va a cento all’ora”. Marzorati con 278 presenze è il cestista ad aver difesa più volte i colori dell’Italia: “Quattro Olimpiadi, non sono certo uno scherzo. Il ricordo più bello è legato alla medaglia d’argento che abbiamo conquistato nel 1980 a Mosca, lì fu decisivo il gruppo. Remavamo tutti dalla stessa parte e i risultati lo hanno dimostrato concretamente”.

Myers ha avuto addirittura l’onore di fare il portabandiera nel 2000 a Sydney: “Sapete cosa vi dico? Non credo neppure di essere in grado di descrivere a parole ciò che ho provato in quell’occasione. Direi che la stragrande maggioranza di tifosi e appassionati mi ricorda soprattutto per questo e non per le vittorie sul campo o i punti segnati. Parlando di basket giocato all’Europeo del ’99 fu decisivo il ruolo del commissario tecnico Bogdan Tanjevic. Capì che dovevo essere affrontato e trattato con durezza e severità, e ha fatto benissimo”. Per Tonut la nazionale rappresenta ancora l’attualità: “Essere protagonisti in Giappone è stata una soddisfazione enorme soprattutto perché non avevamo di certo i favori del pronostico. Ora la strada è segnata e sono certo riusciremo a toglierci altre soddisfazioni”. (s.f.)


di Stefano Frigo