6 ottobre 2021

Stefano Pioli, l'allenatore del Diavolo

Pacato, ma deciso, introverso,ma efficace. Stefano Pioli si è raccontato sul palco della prima serata del Festival dello Sport di Trento 2021. Sollecitato dalle domande dei giornalisti della Gazzetta Alessandra Bocci e Nino Minoliti, l'allenatore del Milan si è confidato a viso aperto, con il consueto equilibrio ma anche spazio all'emozione e alla commozione appena trattenuta, quando ha ricordato il suo capitano quando allenava la Fiorentina, Davide Astori, difensore - come lui - scomparso tre anni fa per una cardiomiopatia prima di una partita a Udine. Pioli alla fine si è concesso ad autografi e foto con il popolo rossonero, dopo aver parlato di Ibrahimovic, Trapattoni, Ranieri, di vita di spogliatoio e delle sue passioni per ciclismo, basket, tennis e fumetti.

Uomo di sport a tutto tondo. Allenatore già in campo quando, all'età di 28 anni, nel 1993, il suo allenatore di allora, Claudio Ranieri, gli profetizzò una carriera da allenatore. Stefano Pioli nella serata del Festival ha dimostrato tutto il suo spessore da uomo oltre il calcio. L'organizzazione di Milanello, il senso di appartenenza e l'aria da grande club dalla grande storia che vi si respirano. I rapporti con i giocatori: "Con alcuni entri in empatia subito - ha detto - mentre altri sono più diffidenti. Penso di essere anch'io un po' diffidente". Una vera confessione quella del mister rossonero, aiutato dall'atmosfera intima del Teatro Sociale: "Sì, nel calcio si litiga. Ho 28 giocatori e uno staff che sfiora le 100 persone. Ogni giorno litigo con qualcuno, ma il confronto è sempre positivo, costruttivo. Alleno il Milan con l'entusiasmo di chi ha appena cominciato, anche se alleno da tanti anni. Entusiasmante è l'aggettivo che userei per questa squadra e questo momento". Un Milan tornato in Champion's league e che forse esprime il miglior calcio del campionato. Pioli ha riconosciuto i meriti dei talent scout milanisti, capaci di trovare giovani sì, ma di valore. Trapattoni il suo primo allenatore in A, cui ha rubato qualche segreto del mestiere.

Claudio Ranieri suo modello tra gli allenatori "moderni", quelli che hanno insegnato il calcio a zona. Pioli si coccola oggi i "Ragazzi della via Pioli", come li ha definiti il giornalista Minoliti. E Ibrahimovic come chioccia a 40 anni, ancora in grado di incidere: "Ibra è il più forte giocatore che ho allenato. Sa sempre cosa fare. Legge il gioco prima di tutti. Oltre ad avere una fisicità straripante. Il secondo più forte che ho avuto è Klose, alla Lazio". Un allenatore innamorato dello sport: "Dopo il calcio amo il ciclismo. Pedalo anche a Milanello. Mi aiuta a pensare. Poi il tennis, ora anche il padel". Simpatico siparietto dal vivo con Gianni Bugno salito sul palco per reciproci complimenti e la promessa di una pedalata insieme, "ma in pianura", non con Guidolin e le sue salite! Dal basket mister Pioli mutua alcuni blocchi e schemi su palle inattive. "Sembro equilibrato ma sono passionale" ha confidato, riconoscendo la sua passione per i fumetti di Tex: "Li ho tutti. Se dovessi scegliere un'altra epoca e luogo in cui vivere, sceglierei il West".


di Daniele Benfanti