9 ottobre 2021

Presente e futuro del Basket italiano

Il presente ed il futuro del Basket italiano sono stati al centro, al Festival dello Sport, di un dibattito fra presidente della Lega Basket, Umberto Gandini, l’allenatore di Brindisi, Francesco Vitucci e due grandi giocatori, Diego Flaccadori, guardia dell’Aquila Basket e Giuseppe Poeta, playmaker della Guerino Vanoli Baket.

“A causa della pandemia veniamo da 18 mesi molto difficili – ha detto Gandini – ma grazie agli sforzi delle società e dei giocatori, siamo riusciti a ripartire e oggi possiamo dire che il futuro è sicuramente più roseo di quello che ci aspettavamo. La pallacanestro italiana vive di mecenatismo, ma anche di proprietà diffuse, come a Treviso o a Trento e questo è sicuramente importante. Sulla capienza dei palazzetti, portata al 60%, non siamo pienamente soddisfatti, ma capiamo che si tratta – ha aggiunto il presidente – di un percorso progressivo e visto che la situazione sanitaria è in continuo miglioramento chiederemo ulteriori aperture”.

“E’ un mondo molto variegato il nostro – ha detto coach Vitucci – e abbiamo bisogno di tante cose per andare tutti nella stessa direzione. L’importante è capire che le esigenze sono comuni, sia per i grandi club che per quelli più piccoli. E’stato davvero strano giocare senza pubblico, c’era un’atmosfera completamente diversa, ma i giocatori sono molto bravi ad adattarsi”.

“Giocare con il pubblico, con la spinta dei tifosi – ha spiegato Beppe Poeta – è assolutamente fondamentale, per noi è più competitivo. Adesso vediamo la luce fuori dal tunnel e le società cominciano a progettare il futuro, con l’arrivo di grandi campioni e di ottimi allenatori, che hanno fatto salire di livello il nostro campionato”.

"Nel pubblico – ha detto Flaccadori – troviamo energia, anche quando si gioca fuori casa. Senza è una situazione veramente strana”. Parlando dell’esperienza in Germania, Flaccadori, tornato a Trento, ha evidenziato come sia stata una sfida che lo ha messo a confronto con giocatori di ottimo livello, con una grande comptezione che stimola la crescita. Infine un complimento a Poeta con cui ha giocato proprio a Trento. “Lui per me è stato sempre una guida e un esempio”.


di Francesco Marcovecchio