9 ottobre 2021

Le stelle italiane del nuoto paralimpico nel segno di Tokyo

Tutti insieme, Giulia Ghiretti, Giulia Terzi, Simone Barlaam, Stefano Raimondi, hanno messo in fila ben 17 medaglie alle ultime paralimpiadi di Tokyo 2020. Un incredibile filotto di successi che è stato al centro dell’incontro di questo pomeriggio con i quattro nuotatori azzurri al Festival dello Sport. Nel mirino dei quattro atleti ci sono ora i Mondiali in Portogallo del giugno prossimo e le Olimpiadi di Parigi nel 2024.

Quattro medaglie d'oro, nove d'argento e quattro di bronzo: questi i numeri che fanno risplendere la missione ai Giochi paralimpici di Tokyo degli atleti Giulia Ghiretti Giulia Terzi, Simone Barlaam, Stefano Raimondi intervistati dal giornalista della rosea Claudio Arrigoni. Oltre i numeri ci sono le storie e le emozioni dei quattro rappresentanti della missione azzurra alle Paralimpiadi della scorsa estate che ha portato a Tokyo ben 113 atleti, divisi fra 61 donne e 52 uomini, in 16 discipline differenti. Proprio dalla nazionale azzurra paralimpica di nuoto sono arrivate 39 delle 69 medaglie conquistate dalla spedizione azzurra in Giappone.

Ognuno dei protagonisti al Festival dello Sport ha avuto il proprio percorso di avvicinamento al nuoto a partire dalla “veterana” sul palco del Festival dello Sport Giulia Ghiretti: “Ho iniziato a nuotare nel 2011 - ha raccontato l’atleta parmense - e sono arrivata in nazionale due anni dopo. MI sono avvicinata al nuoto per ragioni fisioterapiche e poi mi sono innamorata di questo sport”, Giulia Terzi ha invece messo in evidenza l’importanza del gruppo azzurro: “Nella nostra squadra ho trovato davvero una seconda famiglia ben oltre la dimensione sportiva”. Per lei, che ha viziato a nuotare nel 2018, quelle di Tokyo sono state le prime paralimpiadi dove ha conquistato due argenti e due ori: “Sono rimasta stupita dalla grandezza del villaggio olimpico ma anche dalle emozioni che ho provato in vasca”. Stefano Raimondi era già un valido nuotatore prima dell’incidente e ha quindi portato avanti la sua passione in una nuova dimensione: “Non conoscevo questo movimento anche perché quando ho iniziato nel 2013 non c’era, purtroppo, tutta questa attenzione per noi. Mi sono avvicinato con una certa titubanza alle gare ma poi ho compreso che c’erano davvero molti atleti di grande valore da sfidare e non ho più smesso”. Milanese, classe 2000, Simone Barlaam è approdato a Tokyo dopo essere stato sette volte campione del mondo e otto volte campione europeo: “Per me Tokyo è stata la prima paralimpiade che ho vissuto insieme ad un gruppo fantastico. Quando sono in acqua non dimentico mai che lo sport è una sfida con noi stessi e una gara con gli altri”. Ad attendere ora Giulia Ghiretti, Giulia Terzi, Simone Barlaam e Stefano Raimondi c’è un intenso periodo di allenamenti, fra palestra e piscina, che hanno come obiettivo primo i Mondiali paralimpici di nuoto a Madeira in Portogallo nel giugno del prossimo anno in attesa delle Olimpiadi paralimpiche previste a Parigi fra tre anni.


di Fabio De Santi